Menu Chiudi

La parete frontale nello Squash. Come usarla al meglio?

La parete frontale squash

La parete frontale nello Squash è il nostro punto di riferimento per ogni colpo. A seconda di dove e con quanta forza la colpiamo infatti, dipenderà dove manderemo la pallina all’interno del campo da squash. Nonostante la parete sia enorme, quasi sempre ne utilizziamo solo una piccola parte. Capiamo come usarla al meglio!

Spesso i nostri colpi non riescono a raggiungere la profondità che cerchiamo a causa di un uso sbagliato della parete frontale. Infatti, a prescindere dalle nostre qualità tecniche, possiamo e dobbiamo usare la parete frontale per raggiungere il target da noi desiderato.

Partiamo dalla base: la lunghezza da dietro.

Se colpiamo la pallina al di sotto della linea rossa, quella del servizio, e magari senza troppa forza, molto probabilmente il risultato sarà una palla facile che il nostro avversario raggiungerà senza problemi, avendo modo di attaccare e comunque di non perdere posizione riguadagnando subito la “T”. Ecco perché è così importante capire dove bisogna mirare sulla parete frontale per fare in modo di eseguire un buon colpo. Generalmente basta mirare all’incirca 5 centimetri sopra la linea rossa per riuscire a ottenere un colpo profondo in grado di colpire il vetro e tornare sulla “T”.

Ovviamente, a parità di tecnica e di velocità di palla, più giochiamo da davanti più il punto sulla parete si abbassa. Al contrario, servirà mirare in basso, cambiare velocità di palla e movimento per utilizzare un buon drop shot al momento giusto; così come invece servirà colpire la parete molto più in alto vicino alla linea rossa superiore per eseguire un ottimo lob, o una parabola alta e lenta, che ci permetta di avere più tempo per riguadagnare la nostra posizione sulla “T” mentre mandiamo indietro il nostro avversario, e anche per fare un ottimo colpo offensivo.

Le 3 zone della parete frontale

Possiamo dividere la parete frontale in 3 Zone. Ecco come:

  1. Zona 1: tiri corti (kill e smorzate) e aggressivi agli angoli anteriori.
  2. Zona 2: tiri paralleli e profondi verso  la parte posteriore quando si gioca dagli angoli posteriori.
  3. Zona 3: lob incrociati/pallonetti alti e morbidi dagli angoli anteriori o posteriori.

I giocatori professionisti utilizzano in modo strategico ogni singolo centimetro della parete frontale, sfruttandola per eseguire al momento giusto il colpo perfetto che consenta loro di attaccare, o di difendersi e di riguadagnare il campo a seconda della necessità del momento.

Le tre zone della Parete frontale nello Squash
Le 3 zone della parete frontale del campo da Squash. Fonte: http://awsomesports.co.uk/squash-coaching-blog-use-front-wall/

Vediamo nel dettaglio quando usare quale Zona e perché

Zona 1

Questa zona del campo è essenziale per la chiusura dei colpi. Bisogna saperla usare con criterio senza abusarne, perché molto rischiosa. Quante volte sbagliamo un drop semplicissimo dopo aver costruito il colpo perfetto ed essere riusciti a portare l’avversario all’angolo? Ecco perché il consiglio è quello di mirare sempre almeno a un palmo dal tin, per essere sicuri di non sbagliare e di sfruttare al meglio lo spazio a disposizione. Piuttosto sul drop, assicuriamoci sempre di tenere la pallina vicina al muro in modo da limitare le opzioni dell’avversario.

Zona 2

Quando le persone colpiscono dal fondo puntano quasi sempre troppo in basso, il che significa che devono colpire forte e molto pulito affinché la palla raggiunga la parete posteriore. Questo però non riesce bene sempre, e basta un colpo troppo basso o che colpisca la parete laterale per far sì che la palla si diriga verso il centro o sia troppo vicina al box di battuta, regalando al proprio avversario una palla facile da attaccare e il predominio della “T”, oltre a lasciarci dietro in una posizione di debolezza. Il nostro obiettivo deve essere sempre quello di spostare l’avversario fuori dalla “T” e possiamo creare l’opportunità di farlo solo se la palla arriva fino all’angolo posteriore. Per riuscirci il modo più semplice è colpire la palla ad un ritmo medio e mirare alto sulla parete frontale – sopra la linea di servizio e con l’angolo giusto per tenerla molto vicina alla parete laterale. Puntate il colpo sopra la linea di servizio e il vostro drive avrà abbastanza ritmo e altezza per raggiungere la parte posteriore del campo. Semplice ed efficace per raggiungere il vostro obiettivo.

Zona 3

Questa è la zona da utilizzare quando vogliamo tirarci fuori dai guai. Mirando nella parte alta verso la riga superiore potremo colpire la palla dal basso verso l’alto in modo morbido e lento, così che la palla andrà in alto e ci darà il tempo di recuperare. Recuperare in una posizione decente vicino a “T” è il nostro obiettivo numero uno quando siamo sotto pressione. L’uso dell’altezza ci dà tempo di farlo.

I consigli del Coach

Per riassumere, ecco i consigli dal nostro Coach, Stefano Calizza:

“Pensate ad ogni colpo. Non colpite semplicemente senza meta. Ricordate cosa state cercando di ottenere durante lo scambio. Volete attaccare o difendere? Allora mirate alla Zona 1 o Zona 3; volete spostare l’avversario dalla “T” con un buon drive? Un colpo parallelo profondo è quello che serve allo scopo di raggiungere la parete di fondo, quindi mirate alla Zona 2.
Mi raccomando: praticate molto (anche da soli) se volete migliorare e pensate sempre a COME e DOVE state tirando.”

Buono Squash!
Team Open Squash